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Convegno dell’Associazione Fondiaria Monregalese

Si è tenuto via WEB il convegno nazionale delle Associazioni Fondiarie organizzato da UNCEM (Unione Nazionale
comuni e comunità Montane) con l’apporto fondamentale e preciso del Prof. Andrea Cavallero. Il prof. ha subito
evidenziato come le Associazioni fondiarie siano le strutture più semplici, economiche, senza invasivi oneri
burocratici e di grande tutela per i proprietari che non possono gestire direttamente i loro terreni.
Inoltre, anche sotto il profilo economico i vantaggi sono notevoli. Questo è stato ribadito dal Prof. Cavallero,
rivolgendosi alle affermazioni di coloro che pensano che i costi non compensino i ricavi che si ottengono.
L’argomentazione è stata corroborata da numerosi esempi documentati. A titolo esemplificativo, si deve
constatare che il mantenimento di una vacca in stalla costa almeno 10 € al giorno, al pascolo 1 € al giorno. Ma
questo è solo l’aspetto bruto: i prodotti di una vacca al pascolo hanno un valore qualitativo enormemente più
elevato, basti pensare alle DOC Fontina ed al Castelmagno. Purtroppo non sempre vi è trasparenza e tutela del
territorio (se la vacca si alimenta con foraggio di pianura non può produrre un formaggio DOC) e per questo
aspetto occorre molto migliorare.
Riguardo il profilo essenzialmente normativo delle Associazioni fondiarie, si constata che la Legge Regionale del
Piemonte è forse la più completa e valida (in Italia) che mutua l’esperienza acquisita nella vicina Francia.
L’ASSFO Monregalese, ultima nata, compendia le esperienze della provincia di Cuneo. Assorbe le potenzialità di
tutta la porzione dell’ampia fascia collinare a sud-est di Mondovi che comprende ben 64 comuni. Questo
paesaggio è spesso turbato dall’esistenza di numerosi incolti. La frammentazione, l’abbandono, la mancanza di
reddito, lo spopolamento, continuano ad erodere le meravigliose potenzialità del territorio. Il problema deve
essere risolto in modo coordinato ed organico; purtroppo, attualmente esistono solo isolati episodi di pastorizia
silvo-pastorale di grande pregio, di recupero dei castagneti abbandonati, di recupero del patrimonio tartufigeno,
di cura dei boschi, non solo per il legnatico ma anche per i funghi, e gli altri prodotti di sottobosco. Un particolare
accenno giova fare per ciò che concerne le antiche varietà cerealicole, di grande interesse nel Niellese ove la
tradizione storica dell’arte della panificazione non è ancora sopita ed avrebbe spazio per rinvigorire.


Si è particolarmente sottolineata la grande importanza dei Comuni per lo sviluppo delle Associazioni fondiarie,
specialmente per ciò che concerne i terreni silenti, ovvero quelli di cui non è noto il proprietario e sono
abbandonati. Le norme affidano ai comuni l’incarico della loro individuazione ed assegnazione alle Associazioni
fondiarie fino al momento in cui la proprietà non sia reperibile. Inoltre anche i terreni delle Amministrazioni
pubbliche possono essere messi in esercizio dalle Associazioni Fondiarie
Il Prof. Cavallero ha incisivamente evidenziato che la proprietà privata è intangibile; ma la sua incuria non deve
portare nocumento alla collettività. Questo è il principio fondamentale su cui si fonda l’esistenza delle
Associazioni Fondiarie. Le risorse naturali non vanno disperse ed i territori debbono essere salvaguardati da
possibili eventi calamitosi. I terreni incolti non debbono più essere un onere, ma un grande vantaggio per
l’economia, la tradizione, la fruibilità ambientale e, attualmente, solo attraverso l’Associazione Fondiaria
l’obiettivo di salvaguardia può essere attuato.
Dal WEB si è posto il problema di sapere per quanto tempo il proprietario deve lasciare il terreno
all’Associazione. Legalmente non esiste alcun vincolo ma la Regione Piemonte ha individuato in un periodo di
15 anni il lasso di tempo agronomicamente compatibile per un adeguato recupero produttivo. Questo tempo,
per alcuni, sembra porre problemi. Le testimonianze, in WEB, evidenziano invece che i proprietari, anche se
dapprima titubanti, dopo aver constatato la valorizzazione della loro proprietà ed il recupero produttivo, non si
sono più posti questa problematica. Per contro, vedono molto favorevolmente l’attività dall’Associazione, non
pensano di recedere, intendendo l’attività propiziatoria anche ai fini di una eventuale vendita.
L’interlocutorio WEB si è poi soffermato sulle problematiche poste dai terreni boschivi per varie situazioni loro
connesse ed interconnesse con le altre attività agricole. In primo luogo, il bosco di invasione può essere
recuperato all’attività agricola dall’associazione senza oneri; la manutenzione boschiva prevede opportune
azioni di potatura, diradamento, cura del suolo, regimazione idrica, manutenzione della viabilità, in osservanza
delle norme forestali. Si ribadisce che il diritto di legnatico rimane al proprietario, salvo diverso accordo. Le
superfici boschivo-paesaggistiche potrebbero anche essere utilizzate a scopo turistico, le norme non lo
escludono, se i proprietari concordano, e qualora se ne ravvisi l’interesse. La superfici boschive, ed anche quelle
agricole sono i polmoni della terra, quindi parrebbe saggio utilizzarle, non solo ai fini economici, ma anche per il
benessere umano.
Per quanto attiene i finanziamenti, il paniere è variegato e dipende da Regione a Regione nel senso che in alcune
Regioni le Associazioni Fondiarie non sono ancora regolamentate. La Regione Piemonte prevede finanziamenti
specifici, ma anche di provenienza GAL, PSR, Fondazioni, donazioni. Inoltre, il WEB domanda se, a fronte di
eventuali utili importanti, i proprietari non possano beneficiare di parte dei essi, posto che le Associazioni
fondiarie sono senza scopo di lucro. Allo stato attuale non è possibile; tuttavia esistono due ipotesi:

  • nei territori in cui, dopo aver ottemperato a tutte le attività di salvaguardia dell’ambiente, rimanessero degli
    utili, i proprietari potrebbero sganciarsi dall’Associazione fondiaria e costituire una Società semplice.
    -nel caso in cui la legislazione relativa alle Associazioni Fondiarie possa essere adottata da tutte le Regioni, la
    normativa potrebbe essere compendiata in una norma Nazionale unica che potrebbe riflettere le esigenze
    evidenziate (distribuzione utili) da parte delle Associazioni già consolidate.


Il WEB si domanda inoltre quali siano le differenze tra Associazioni fondiarie e Consorzi: Nel Consorzio ciascun
proprietario opera nel suo ambito e, per massimizzare il reddito, collabora con gli altri. Nell’Associazione
Fondiaria nessun proprietario opera (o sono pochi quelli che lo fanno) ma tutti vogliono la salvaguardia dei loro
interessi. In forma astratta nel consorzio vi è una pluralità di soggetti che persegue un unico interesse,
nell’Associazione Fondiaria vi è una unicità di situazione (abbandono terreni) per diversificati interessi.
Gli aspetti sopra evidenziati consentono di constatare che l’Associazione Fondiaria Monregalese è da
annoverarsi tra quelle più evolute, se pur di recente istituzione. Purtroppo la sua attività ha dovuto essere
forzatamente interrotta quando già erano stati acquisiti importanti orientamenti. In primo luogo è da citarsi la
collaborazione con i comuni ai fini dell’affidamento dei terreni di proprietà pubblica o silenti grazie alla
collaborazione con il sindaco Gian Mario Mina e con il presidente dell’unione Monte Regale Walter Roattino
sindaco di Vicoforte, nonché l’attenzione e la sensibilità del comune di Mondovì per il tramite dell’Assessore
Erika Chiecchio. I contatti con le altre Unioni Montane già avviati, non hanno potuto, al momento, concretizzare
palesi manifestazioni di interesse a seguito dei preliminari intercorsi. La presidenza dell’ASSFO Monregalese
confida che possa essere ripreso il contatto con ciascun comune, nell’interesse della collettività; per tale aspetto
rammenta che la sede rimane aperta, ed anche il segretario, Arch. Roberto Devalle, rimane a disposizione per le
informazioni occorrenti.
Sul fronte del privato, l’Associazione fondiaria Monregalese ha già acquisito importanti adesioni e dichiarazioni
di intenti di importanti proprietari privati, trovansi ora in fase di consolidamento. Infine appare appena in caso
di citare il suggerimento di alcuni in merito all’opportunità di informare i Parroci dei vari Benefici Parrocchiali e,
più in generale, L’Istituto della diocesi di Mondovì sulla possibilità di affidamento eventuale dei terreni incolti
all’Associazione Fondiaria Monregalese. Ora questa Associazione Fondiaria intende riprendere i contatti con i
vari possibili interlocutori per via telematica quale prolegomeno di diretto contatto per coloro che ne
manifesteranno interesse. In sostanza la forzata interruzione ha bloccato l’esecutività delle adesioni, ma
l’interesse a perseguire l’obiettivo del recupero ambientale e della ricomposizione di utilizzo dei terreni
estremamente frazionati e singolarmente non redditizi, permane in tutta la sua integrità.
Si confida che, anche con la collaborazione del Dr. Marco Bussone presidente dell’UNCEM, si possano veicolare
le informazioni opportune a tutti i comuni montani del Monregalese. Per nostra parte, in precedenza avevamo
già sollecitato la collaborazione con la Regione Piemonte il cui Vice Presidente ed Assessore alla Montagna On.
Fabio Calosso aveva assicurato il proprio impegno ai fini divulgativi. Al riguardo, appena possibile, sarà
organizzato un importante incontro a Niella Tanaro.
IL PRESIDENTE
(Dr. Vittorio Camilla)